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Cambiamenti e conflittualità: Cosa accade psicologicamente quando si diventa adolescenti? Il complesso tema dell’adolescenza in Psicologia

problemi in adolescenza significano spesso conflitti interiori che talvolta vanno superati e gestiti con supporto psicologicoI problemi in adolescenza con i conflitti e anomalie annessi, attirano oggi, ancor più che in altri momenti storici, una grande attenzione da parte degli adulti. L’attenzione dell’adulto, dei genitori, alla psicologia dell’adolescenza è condizionata da vari stati emotivi. Sentimenti e atteggiamenti diversi che teniamo nei loro confronti, che variano dal preoccuparsi, al permettere eccessivamente, dall’accettare troppo, o anche dal divieto assoluto. Non è facile per gli adulti rispondere adeguatamente alle provocazioni ed alle crisi adolescenziali che questa età comporta. Anche perchè ciò che va bene oggi può dover essere modificato domani. Più che nell’età infantile, nel rapporto genitori – figli nell’adolescenza, è necessario relazionarsi come in una danza dove è necessario a volte seguire, a volte dirigere, i passi dell’altro.

Stabilire con esattezza il momento dello sviluppo in cui si passa dall’essere fanciulli al divenire adolescenti, non è cosa facile. Generalmente si considera il momento del cambiamento fisico dei bambini come la fase cosiddetta “preadolescenziale” compresa tra i 10 e i 13 anni circa. Quella immediatamente successiva che va dai 13 ai 18 anni, viene invece definita come età dell’adolescenza. A dire il vero, le recenti ricerche sui giovani ci portano a considerare che la fine della suddetta età non coincida esattamente con l’essere neo maggiorenni, ma che si protragga ben oltre i venti anni.

Una complessa gestione per i genitori

Il tema dell’adolescenza ed il passaggio alla stessa rappresenta per i genitori il periodo più difficile da affrontare nella crescita dei figli. Non li vediamo più bambini ma non sono ancora delle persone adulte. Ci chiedono libertà e autonomia ma contemporaneamente anche protezione e tutela. A volte sono grandi, altre volte si comportano da piccoli. Questa ambivalenza suscita nei genitori incertezza sulla modalità educativa e relazionale che fino a poco tempo prima funzionava. Molte preoccupazioni sono suscitate dalle nuove tendenze a fare uso di alcool e sostanze stupefacenti, una tendenza a cui sembra ci si rivolga con estrema facilità, grazie anche alla enorme diffusione e reperibilità sul mercato. Gli adolescenti hanno bisogno di creare dei nuovi gruppi affettivi al di fuori della famiglia e pertanto per trovare una propria definizione, uno sguardo sul mondo. Il contatto con altri ragazzi di pari età risulta un passo necessario.

Perché puntare sul fattore tempo?

L’adolescente ha tutt’altro che esaurito i nostri interrogativi conoscitivi e i nostri sforzi di volerlo comprendere. La sua particolare condizione esistenziale, lo pone ad essere un individuo in continuo mutamento e divenire. Egli spesso diffida di noi adulti oppure “non vuole essere compreso“, cosicché a noi rimane l’arduo compito, di “tenere duro nel ruolo del sostegno, giocando sul tempo” (D. Winnicott). Nel pensiero di Winnicott, giocare sul tempo significa condividere con l’adolescente la difficile condizione di saper aspettare, con tutto ciò che questo comporta emotivamente. Non serve essere interventisti o passivi. Occorre agire per supportare e condividere i problemi dell’adolescenza sapendo cosa fare. Serve porsi come un genitore presente, capace di percorrere con lui, pur rispettando la sua libertà, il cammino che deve compiere verso la strutturazione della sua personalità e identità.

Cosa fare con i problemi in adolescenza dei nostri figli

Per poter superare questa delicata fase di sviluppo psicologico, è necessario che il ragazzo abbia sufficientemente superato i conflitti legati alla fase infantile. In caso contrario, il lavoro interiore che deve compiere si complica in maniera rilevante. Il tutto, a causa del forte influsso che eserciterà il mondo esterno o la famiglia stessa qualora sia disfunzionale. Sicuramente mai come in questa fase, risulta fondamentale per un genitore, farsi seguire e consigliare per capire come comportarsi nella gestione di figli adolescenti “difficili”.

Anche perchè per un genitore, per un clinico o per un amico, risulta molto complesso riuscire a distinguere quando un figlio, paziente o amico, adolescente, manifesti problemi di tipo psicologico o stia solo attraversando una fase difficile. I segnali si confondono tra loro proprio in virtù della complessa fase di crescita e di modificazione. Cercate di osservare la “quantità” e la “gravità” dei comportamenti e dei segnali che hanno attirato la vostra attenzione. Come nella fase dell’infanzia a volte risulta necessario un consulto con un esperto. Si può così intervenire in tempi adeguati aiutando il ragazzo o la ragazza a superare più agevolmente i problemi adolescenziali più o meno seri.

adolescenza difficile: ecco i principali Sintomi da tenere in considerazione
  • Umore depresso
  • Ansia Scolastica
  • Uso di droghe
  • Aggressività o Violenza
  • Pensieri negativi

I sopracitati sono i segnali che indicano la presenza di un disagio che il giovane sta incontrando nella sua crescita. Sovente in adolescenza si evidenziano casi di figli aggressivi verso i genitori o di ribellione psicologica. Al contrario ci si chiede cosa fare quando si ha a che fare con figli adolescenti eccessivamente apatici. Se vi doveste accorgere di tali comportamenti che portano a problemi in adolescenza, chiedete un consiglio immediato.

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